Feedback/reviews

La Mano sinistra: Reviews

Distorsioni

Musica Rovinata

Stordisco

The Breakfast Jumpers

Audio lesi

Benoise

Osservatori Esterni

Junkiepop

Music<160

SXSXZX

Music as heroin

Elementary Revolt

We last longer

Harboring Ghosts


Self titled album: Reviews

Legno

s/t sta per senza titolo? seim taitol? super trattore? il febio esiste davvero. non è il mio alterego. son mica un matto squilibrato con la doppia personalità. con rispetto parlando per tutti voi. solo che fa le recensioni che ci dico io. io sono il suo capo. è ben pagato. a natale ci mando anche un bel cesto di gatti di marzapane e meringhe ricoperte di salsa tartara. mi stan simpatici i ciembers. son quei tipici figlioli con cui ti viene immediatamente voglia di parlare di seghe e di pupù. ultimamente anche di orti. che il mio mi limito a darci l’acquetta d’estate e mi girano anche i coglioni. solo zanzare. allora finisce che mi getto l’acqua sulle gambe e sulle braccia per scacciarle e torno a casa come il gattino patetico della pubblicità barilla. (pare che giri con la ruota di un tir dall’inverno del ’94). teo invece si è documentato, ha studiato, applica la tecnica della rotazione fotonica, della transumanza, della fertilizzazione anale e della tettonica a zolle. l’orto che un tempo era di suo nonno me lo immagino puzzolente e rigoglioso. come i ciembers del resto. puzzano e son rigogliosi. li vedi che puzzano. ma son felici, si voglion bene. c’è quello glabro che assomiglia alla versione porno di erri potter, c’è il pennellone tatuato, quello con le scarpe da montanaro, quello coi pantaloncini immettibili (quelli che peraltro mette anche borazzo) e il contadino. e suonano e se la ridono. perché si divertono. ma soprattutto perché alla fine lo sanno bene che stan facendo qualcosa di bello. senza rompere i coglioni a nessuno. che loro son li e se ti va di andarli a cercare ti apron la porta della loro puzzolente saletta e col sorrisone sulle labbra ti fan vedere come si suonava negli anni ‘90. e poi tutti in giro per pisa a bere gli amari e vomitare negli angoli. questi scemi qui, zitti zitti nella loro cittadina di merda han tirato fuori ‘sto disco che gli amici ti dicono i ciembers son fighi. ma i ciembers son molto fighi. molto più fighi di quello che immaginano anche loro. i ciembers puzzano di buono. febio, recensiscicelo. (con tutto quello che ti pago.)

com’è che si dice quando un corvo è ancora piccolo? corvetto? corviciattolo? tartastrello? pipiruga? si dice pulcino per tutti i pennuti? sarà. in nebraska il senatore ernie chambers ha intentato causa a dio. la causa per ora è stata rigettata perché non è stato possibile reperire il suo indirizzo ufficiale. non quello di chambers. quello di dio. bastava chiedere a macs pezzali. ma chambers non è uno che si arrende facilmente. sarebbe in grado di saltare in macchina. di farsi i chilometri. di guidare per tutta la notte. senza fermarsi mai. come macs perdio. rotta per casa diddio. fino a san diego. a washington d.c. fino a richmond. e poi ritrovarsi senza sapere bene come a tromso. il giorno di pasqua. rinchiuso nell’abitacolo. (una cella. un tempio.) sommerso dalla neve. un pulcino di corvo a zampettare sul bianco. un occhio strisciato di sangue. (gesù è giunto su un uovo di ghiacchio. gesù mi ha salvato. era come un uccello. una fantasia a venti gradi sotto zero.) e infine sorprendersi a urlare là dentro. con una voce monocorde. glaciale. teatrale come solo dio. piegato sullo stomaco. gli occhi verso l’alto. teatrale come a rivolgersi direttamente a dio. per mezzo di frasi corti. corte. frasi corte. cazzi cort I. frasi cort E. di quelle che fanno venire subito appetito. (a marciare su una dieta di desideri.) frasi fatte apposta per essere spezzate. e riprese. per essere ripetute all’infinito. come a cercare qualcuno là fuori che le possa sentire. parole prima forti poi attutite. come dalla neve. come da un muro di materassi. meno violente. quasi a voler riprendere fiato. per poi tornare a correre subito. senza sosta. (non abbiamo raggiunto la calma.) il disco dei chambers è un disco tirato. inquieto e claustrofobico. con sobbalzi continui. cinque pezzi per ventotto minuti. chitarre in controtempo. una batteria tribale. marziale a tratti. e un plettro a grattuggiare le corde del basso. non c’è spazio per aperture melodiche. io ce ne sento un monte in realtà. anche quando pare arrivare più luce dentro alla macchina. è un disco privo di speranza. e dove non c’è nemmeno fede. (il gioco è finito e il paradiso pure.) ma è un disco privo anche di rassegnazione. c’è una rabbia sensata qui. come l’omonimo senatore del nebraska anche i chambers paiono non volersi arrendere facilmente. (so che non voglio fermarmi. le persone assonnate camminano più in fretta. oggi ci siamo svegliati con la stessa voglia perché niente è cambiato.) i chambers sono cinque ragazzi toscani. provenienti dalle esperienze passate di violent breakfast, cohesion e summer camp disease. (our past rhythms are still living under our steps, covered by ashes, and these fingerprints are deeper and deeper… not a new one. they’re crushing where there was another chance.) questo è il loro primo dodici pollici. stampato in cinquecento copie. e coprodotto da tumorati di dio, shove, arctic radar e que suerte! è un disco che ti fa tornar la voglia di picchiare il capo sull’aria. o te la fa venire per la prima. nel mio periodo san diego mi son lasciato crescere i baffi. li ho tenuti per sei ore. poi li ho tagliati. tu per quanto li hai tenuti? io ogni tanto me li lascio. sembro freddi mercuri. unico testimone un gatto che si era arrampicato fino al davanzale della finestra. non mi verrai mica a dire adesso che il gattino della barilla….nooo. non ho idea di cosa volesse da me. non l’ho più visto da allora. e nè io nè lui abbiamo più visto i miei baffi. chissà che fine ha fatto. e chissà che non avesse tenuto anche lui i suoi solo per quelle sei ore. chissà.

BAM! magazine

“[…] il senso complessivo è l’insieme, un montante senso di disagio che permane ascolto dopo ascolto. I ragazzi hanno coraggiosamente deciso di percorrere il dramma, l’azione, senza cadere nel facile abbaglio dell’esplosione catartica che talvolta, quando mal governata, porta con più facilità alla farsa piuttosto che al senso del tragico. L’incipit di “Black to the future” ha in sé la goccia di grandezza di questo lavoro, in quelle note di basso, che è basso davvero, spalla a spalla con chitarre che sottendono un’Idea. Cosa rara, questa[..]”

Music as Heroin

Remember Violent Breakfast? well, Chambers borns from the ashes of VB(3 members actually) in the spring of 2008, after two years they put out their Self Titled Debut. They sound totally different from what i thought it was going to be, i expected like some sort of the continuation of VB haha but they have sorprise me with this solid jamz, they take a post-rock sound and other elements from post-hardcore very emotional sometimes and others pretty melodic, other thing i like is the voice,most of the times is a clean voice but sometimes they use voice effects . I really love what they are doing and if you have enough money, buy the LP, it comes with a sweet artwork. For fans of Aussitot Mort, Magdalene, The Black Heart Rebelllion. Highly Recommended.

Audiodrome

L’omonimo vinile contiene cinque brani intrisi di emozioni e capaci di colpire l’ascoltatore sin dal primo ascolto, schegge di contaminazioni post-core in cui la matrice scremo e quella noisy si incontrano per dar vita ad istantanee dai colori vividi, ma mai troppo marcati. Piuttosto, ai Chambers sembra corrispondere un mood crepuscolare, in cui i contorni delle prime luci artificiali appaiono tremolanti e le figure si iniziano a trasformare in ombre, così le sensazioni evocate dal songwriting della formazione si imprimono nella mente in maniera suadente, insinuandosi attraverso linee melodiche adagiate sulle traiettorie sghembe di una sezione ritmica dalla marcata impronta noise. A completare il cerchio intervengono linee vocali che non avrebbero sfigurato su qualche vinile targato Dischord e prodotto ai tempi della famosa “revolution summer”. In fondo, i punti di contatto non sono poi così improbabili e non appare fuori luogo affermare che anche nei Chambers si avverte la necessità stringente di riportare l’hardcore ad una dimensione più umana e carnale, distante dal machismo e dalla violenza stereotipata di cui fin troppi negli anni si sono resi portabandiera. L’affascinante cornice grafica firmata 108nero accompagna un debutto che convince e lascia presagire sviluppi futuri quanto mai interessanti. Se poi qualcuno si interrogasse sull’origine del nome, basti accennare ad un tal senatore del Nebraska chiamato, appunto, Ernie Chambers e all’impossibilità di notificare una citazione in giudizio. Cose che capitano…